TESI A FAVORE – ARGOMENTAZIONI CONRARIE
NOTA: A - tesi a favore, B - tesi contrarie
A - La Turchia negli ultimi decenni ha dimostrato un cambiamento culturale, allontanandosi dalla cultura islamica per avvicinarsi a quella europea.
B - I Turchi si definiscono come un popolo asiatico la cui età dell’oro ha coinciso con l’apogeo dell’Impero ottomano, e se una debole minoranza dei quartieri privilegiati di Istanbul si sentono europei, gli abitanti delle favelas di Istanbul o di Ankara e dell’Anatolia si riconoscono più nel vicino Iraq che nell’Europa occidentale. Non dobbiamo dimenticare che lo stesso Kemal Ataturk ( uno dei fautori dell’avvicinamento tra Europa e Turchia) scelse come capitale della Turchia non l’europea Istanbul ma l’asiatica e anatolica Ankara.
A - La Turchia è stata insieme alle altre potenze europee protagonista ed attore della storia europea.
B - Per quanto riguarda la “presenza” turca nei Balcani e nel Mediterraneo durante i secoli, o la partecipazione della Turchia ottomana alla storia europea nel secolo XIX, si trattò di una presenza coloniale, ostile, quando l’Impero turco-ottomano era la principale potenza nemica e minacciante per l’Europa. Non dobbiamo dimenticare che l’unica volta durante la quale le potenze europee si unificarono fu la battaglia di Lepanto per resistere agli assalti della Sublime Porta, che avrebbe significato l’invasione dell’Europa da parte dell’impero Ottomano. In quella battaglia fu coniato il motto “IN HOC SIGNO VINCES” riferito al miracolo della Vergine Maria, la quale donò al comandante dell’armata europea il rosario. Se affermiamo che la Turchia è storicamente un paese europeo, allora possiamo anche affermare che la Francia è un paese storicamente africano tanto più che è stata un’ex potenza coloniale. La Turchia non è Europa sia per la sua posizione geografica (eccezion fatta per Istanbul e la Tracia) sia per le sue abitudini ed usanze(endogamia islamica, crimini d’onore, discriminazioni etnico-religiose) sia per la sua coscienza civile.
A - La Turchia ha diritto all’entrata nell’Unione Europea in base ad un accordo del 1963 e per le successive collaborazioni.
B - Chi sostiene l’entrata in Europa della Turchia invoca l’accordo del 1963, che è un membro della NATO e del consiglio d’Europa. Bisogna ricordare che l’accordo d’associazione del 1963 non promette nulla e fu firmato non tra l’UE e la Turchia, ma tra la Comunità economica europea e la Turchia, in un contesto di guerra fredda, molto prima della nascita dell’Unione politica dell’Europa (1992, col trattato di Maastricht). Inoltre, in risposta alla domanda ufficiale di adesione di Ankara del 1987, chiaramente rifiutata, il Parlamento europeo aveva votato una risoluzione (oggi tenuta nascosta) che esige, invano, anzitutto il riconoscimento del genocidio del popolo armeno, il miglioramento delle condizioni delle minoranze religiose e del popolo curdo, il rispetto dei diritti dell’uomo e il ritiro dall’isola di Cipro.
A - L’Europa non è un “club cristiano” e non si può basare la sua identità su tradizioni cristiane.
B - Ricordiamo innanzitutto che la costituzione europea è stata in più paesi rifiutata anche per la mancanza di un riferimento alle sue radici cristiane. Affermare che bisogna integrare la Turchia per dimostrare che l’Europa non è un “club cristiano” e non rifiutare dunque un candidato islamico sarebbe assurdo, perché non domandiamo alla lega araba d’integrare Israele o l’India per verificare che essa non sia un club musulmano? Questo cattivo processo sta invertendo i ruoli, perché è la Turchia che deve provare di non essere un “club musulmano”: ci sono più turchi a Parigi che cristiani in tutta la Turchia (100.000) paese puramente musulmano al 99%; dal genocidio di 1 milione e mezzo di Armeni (1915) e Assiro-caldei (1916) all’espulsione di 2 milioni di Greci nel 1922 (e 160 000 massacrati); misfatti che non sono mai stati oggetto di un minimo lavoro di memoria, insegnando invece nelle scuole la negazione del genocidio. La Chiesa cattolica non ha goduto di alcun riconoscimento giuridico, e continua ad essere negata come pure la chiesa assiro-caldea o la chiesa protestante, senza dimenticare i 12 milioni di Alaviti, obbligati a studiare nelle scuole l’Islam di stato sunnita e a cui è negata la possibilità di costruire i loro templi.
A - La Turchia è un esempio di paese a prevalenza mussulmana, ma con stampo laico e con una forma di governo più vicina alle democrazie europee che a quelle dei suoi vicini.
B - Affermare che la Turchia sia un’eccezione laica e un alleato naturale contro l’islamismo è falso: l’odierna Turchia autorizza e a volte esige il velo, i partiti islamici, le confraternite, i corsi di religione obbligatori. Come si può sostenere la laicità di un paese di cui il 70% delle donne portano il velo, il cui stato mantiene 90.000 imam e migliaia di moschee, menziona la religione d’appartenenza sulle carte d’identità, vieta le più alte cariche pubbliche e militari ai non musulmani, ed è diretto da un partito, l’AKP, discendente di una corrente islamica uscita vittoriosa da molte elezioni a partire dagli anni ’90 ? Un partito, il cui dirigente Erdogan voleva vietare le sigarette, le minigonne e l’alcool quando era sindaco di Istanbul nel 1996 e che dichiara pubblicamente di essere favorevole al velo islamico e alla poligamia, esibendo sue figlie e sua moglie con il turban.
l’ingresso della Turchia in Europa aiuterebbe il processo di occidentalizzazione che la Turchia a già avviato da diversi decenni.
Viene detto che bisogna integrare la Turchia nell’UE per aiutarla ad essere “più democratica”, sapendo che lo zelo riformista e democratico dei dirigenti turchi è sopratutto motivato dagli aiuti economici e dai vantaggi che conseguirebbero con l’entrata nell’Unione europea. Ma si può perfettamente proseguire il processo di sostegno economico alla Turchia nel quadro di un “partenariato privilegiato”, ricordando che Ankara è già membro dell’Unione doganale sin dal 1996.
A - L’Europa è laica e la distinzione tra confessioni religiose e forma di stato sono ben delineate.
B - Tutta la storia Europea, la sua cultura,la sua architettura,i suoi monumenti, le sue opere, le feste e ricorrenze nascono da una tradizione fortemente cristiana ( non cattolica ). Basti ricordare che molte bandiere hanno nel loro stemma una croce. Ogni paese Europeo non può negare l’influenza del cristianesimo nella sua storia, anche nella più recente come in Polonia e del movimento Solidarność degli anni ’80 contro l’occupazione sovietica. Nessuno parla di un nuovo Sacro Romano Impero, ma solamente la difesa della propria identità, minata da una cultura fortemente anti-cristiana.
A - L’Europa difende i diritti umani e si batte per una più matura integrazione tra le diverse culture.
B - Se l’Europa ha un’identità che si riconosce nei diritti umani, allora il riconoscimento del genocidio armeno e la fine del blocco turco-azero che soffoca l’Armenia, dovrebbero figurare al primo posto tra i criteri di Copenhagen.
CONSEGUENZE DELL’INGRESSO DELLA TURCHIA IN EUROPA
Se la Turchia entrasse in Europa dal 2020 Ankara disporrà nel Parlamento europeo di 100 deputati turchi per la maggior parte islamici (contro i 72 della Francia e i 98 per la Germania); sarà la prima potenza militare e demografica dell’Unione ( ben presto vi saranno 100 milioni di abitanti e 850.000 soldati). L’UE erediterà tutti i contenziosi geopolitici (acqua, frontiere, minoranze etc) che la Turchia ha con i suoi vicini. Senza dimenticare i traffici di droga, di armi e di immigrati clandestini di cui la stessa Turchia è una dei maggiori passaggi.
NO ALLA TURCHIA IN EUROPA!
Dossier a cura di Danilo Jesus Giglio
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